Un post ogni quattro

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Su Facebook, circa un post ogni quattro è pubblicitario. Ci sono quelli “al tuo amico X piace…”, quelli che sono sponsor puri, quelli che ti ricordano un prodotto o un servizio che hai guardato.

Adesso che sei andato a controllare e hai visto che, effettivamente, è così, arriviamo alle cose importanti. Se un post su quattro è sponsorizzato, significa che su Facebook è sempre più difficile essere presenti, anche pagando, perché alla fine qualcuno che paga di più e ha più spazio lo si trova in ogni campo.

In più, la piattaforma è diventata un luogo dove la competizione è altissima [e il fatto che lo diventerà ogni giorno di più non è un segreto], cosa che porta ad essere visti sempre meno dai clienti, soprattutto quando decidiamo di “chiudere i rubinetti” perché, va bene tutto, ma non si può spendere migliaia di euro solo per essere visti.

A queste brevi considerazioni, se ne aggiunge una, quella più importante. La maggior parte dei post sponsorizzati sono uguali, scritti nello stesso modo, diretti allo stesso tipo di cliente e mai, e diciamo mai, pensati in funzione di chi scrive o legge l’articolo. Sono copia-incolla di campagne che hanno funzionato mesi [forse anni] prima, in un mercato e un momento diversi, contro cui, oggi, la maggior parte di noi ha sviluppato una sorta di “vaccino”.

Anche perché, vogliamo dire, per quale motivo dovrei notare il tuo post, seguire la tua pagina, vedere il tuo blog e compagnia andante se sono uguali a quelli di tutte le altre. Come facciamo a scoprire che tu sei diverso? Che tu, per noi e il nostro acquisto o vendita, puoi davvero fare la differenza?

Nessuno di noi ha la sfera di cristallo, e purtroppo non abbiamo idea di quanto durerà il social network blu e quando verrà sostituito da altri. Quello che però sappiamo, persino senza sfera, è che solo chi riuscirà a creare contenuti originali, interessanti, contenuti per cui valga la pena dedicare del tempo [e quindi abbassare le difesa], riuscirà a farsi notare su di lui e su di chi lo sostituirà.

È un percorso lungo, complesso e faticoso, ma è anche l’unico che può liberarti dall’asta che sono diventate le campagne di lead generation senza un lavoro di qualità alle spalle. Essere diversi, riconoscibili e soprattutto interessanti, facendo comunque passare il messaggio di chi sei e cosa fai, è la sfida che ti aspetta.

È quello il momento in cui il lead [che tu lo abbia acquisito con una campagna o tramite il passaparola o l’immagine online non importa] passerà finalmente da mail con dei dati appiccicati a proposta di appuntamento o telefonata in ufficio.

Un approccio simile richiede una strategia di base pensata in ogni sua parte e il tempo materiale di realizzarla. Non è “l’accendi e spegni” di un funnel dove ogni volta che investi un sacco di soldi qualcosa – non importa sia buono, decente o totalmente inutile – salta fuori, è un cambio di mentalità e immagine online necessario ad arrivare a meglio al tuo pubblico, un pubblico formato da clienti e potenziali tali.

Se pensi che nel 2019 l’innovazione sia fare qualche campagna di lead generation senza considerare tutto quello che c’è intorno, beh, noi non possiamo fare altro che augurarti un forte in bocca al lupo (ne hai davvero bisogno).

Se invece vuoi essere davvero capire cosa voglia dire essere davanti alla concorrenza, puoi entrare nella nostra lista d’attesa –> agenteimmobiliaredigitale.it