Guardarsi indietro per camminare avanti

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Siamo bombardati di pubblicità, parole ed emozioni. Basta scorrere la home di Facebook o la sezione promozioni della mail per farsi un’idea precisa. Tante promesse, un mare di “immagina di”, “sogni di” e di volti sorridenti che raccontano come la loro fatica li abbia portati a essere, oggi, la soluzione adatta a te. 

Non parliamo poi delle strutture di questi testi. Si inizia sempre con una frase ad effetto, molto spesso totalmente scollegata al contesto, poi si va a capo, si scrivono quelle quattro cose che sappiamo che funzionano e si chiude col colpo di grazia, che deve essere breve, incisivo, in grado di colpire.

Sfruttando questa struttura migliaia di persone si sono arricchite, centinaia di aziende sono diventate immense e un sacco di giornalisti (eh sì, perché sono loro ad averla utilizzata per primi) hanno firmato articoli memorabili. Così memorabili che, oggi, la usano quasi tutti. “Quello che ha sempre funzionato deve continuare a farlo, no?”.  

A questo si aggiunge una massima che il padre di Andre Agassi ripeteva al figlio prima che diventasse il campione che conosciamo: “Se colpisci 2500 palle al giorno, cioè 17500 la settimana, cioè un milione di palle l’anno, non potrai che diventare il numero uno”. Il che, traducendolo nel mondo online, vuol dire: “Se ti faccio vedere lo stesso post 2500 volte, magari poi ci entri”. Il problema è che questo “far vedere” costa, e non poco. 

In più, ogni essere umano tende a sviluppare naturalmente una serie di anticorpi utili a non farlo ammalare due volte della stessa malattia. Il che, sempre tradotto nel mondo online, significa non farsi fregare due volte dalla stessa pubblicità. Quante volte hai scartato una mail o un post alla prima riga, convinto si trattasse “della solita fregatura” o “di una cosa che di sicuro non mi interessa”?

Magari non lo facciamo in modo totalmente consapevole, ma oggi tendiamo a evitare un certo tipo di post, di mail, di scrittura. Il bombardamento web ha sviluppato in noi un vaccino efficace contro queste argomentazioni, e solo una continua (e costosa) sovraesposizione a questi annunci può renderli davvero efficaci.

La Storia (quella con la S maiuscola) però ci insegna una cosa. Fin dalle nostre origini, quando ancora eravamo Homo Sapiens, l’uomo ha raccontato storie, creato comunità attorno a una narrazione di qualità e passato informazioni vitali (un esempio? Cappuccetto Rosso, che ci insegna a non girare da soli nei boschi, quando i boschi ancora erano pieni di animali pericolosi) attraverso le storie.

Ecco, la nostra idea nasce esattamente da questo ragionamento. Solo se riuscirai a creare una comunità attorno alla tua agenzia sarai in grado di sottrarti dal meccanismo suicida delle sponsorizzate continue, solo se racconterai storie di qualità potrai emergere dal piattume generale e continuare a crescere nel tuo lavoro.

Ad Agente Immobiliare Digitale sfruttiamo le migliori tecnologie senza mai dimenticare gli insegnamenti del passato, sicuri che, nel tempo, una buona storia sia superiore a un investimento economico massivo. Perché le aziende chiudono, i re muoiono ma le storie, quando sono fatte bene, restano.