Il blog di

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BUSSARE A PORTE O CREARE COMUNITÀ

Bussano alla porta.

Ti alzi, vai ad aprire e davanti a te ti trovi un ragazzetto. Vent’anni, forse ventidue, un bel viso ma come ce ne sono mille altri in giro e con un’aggressività quasi fastidiosa.

“Stasera la pizzeria XYZ ha le pizze al 50% di sconto. Ti lascio il flyer”

E ti piazza in mano un cartoncino stampato su una bella carta ma uguale agli altri trenta che hai ricevuto nelle ultime settimane, poi se ne va. Tu prendi il foglietto, lo appallottoli e lo lanci nel secchio della carta.

IL POTERE DELLA TRASPARENZA

Apri la dispensa e prendi il primo barattolo di cibo che ti capita. Non importa sia un pacco di pasta, la Nutella, una passata di pomodoro o un piatto preconfezionato, vanno bene tutti. Ora giralo. Ci sono scritti gli ingredienti, vero?

Adesso vai in un qualsiasi negozio di abbigliamento. Sull’etichetta di ogni vestito c’è scritto con cosa è stato fatto. E la stessa cosa accade per elettrodomestici, telefoni, medicinali e via andare, negli store fisici come in quelli online.

Oggi la prima cosa che vuole un cliente – e noi siamo i primi a richiederlo – è poter tenere sotto controllo il suo acquisto…

PERCHÉ SCEGLIERANNO LORO E NON TE

Suona la sveglia. Ti alzi, fai una bella doccia, lavi i denti e sei pronto a uscire. L’orologio segna le 8.00. Hai giusto il tempo per un caffè e una brioche – e solo se non ci sono i figli da portare a scuola – poi devi fiondarti in ufficio.

Subito dopo aver aperto prendi in mano il telefono. Hai una foto meravigliosa da caricare sulla pagina Facebook dell’agenzia, devi solo prenderti dieci minuti per scrivere un testo accattivante. Però il telefono suona di continuo. I clienti bussano. Gli appuntamenti sono distanti e non è che puoi metterti a farlo in macchina.

11 NUOVE NOTIZIE DI VENDITA CON 30€ DI PUBBLICITÀ SU FACEBOOK

Le parole sono importanti, sono ciò che ci permette di crescere e creare una community attorno alla nostra agenzia, ma spesso, soprattutto su internet, non sono giustificate. Puoi leggere centinaia di post o articoli di sedicenti guru pronti a insegnarti come svoltare il mercato e diventare ricchissimo ed esperti di marketing pronti a tutto per convincerti che la loro innovazione cambierà il modo di lavorare di tutto il settore.

Poi però, tutto risolve nell’antico dettame “Se paghi più degli altri, ti vedono più degli altri”. 

A L F R E D È TRA NOI

Il web ha cambiato le regole del gioco e rende i nostri uffici “virtuali” aperti 24 ore su 24. Clienti e potenziali tali possono leggere quello che scriviamo, vedere immobili e farsi un’idea di chi siamo e come lavoriamo a ogni ora del giorno e della notte.

Ogni tanto, però, guardare non basta. I clienti hanno bisogno di informazioni, quelle informazioni che ci chiederebbero con una chiamata in ufficio alle 11 del mattino. Peccato solo sia sera, o notte, o domenica, e quelle informazioni il giorno dopo non saranno più così interessanti, così urgenti, così necessarie.

GUARDARSI INDIETRO PER CAMMINARE AVANTI

Siamo bombardati di pubblicità, parole ed emozioni. Basta scorrere la home di Facebook o la sezione promozioni della mail per farsi un’idea precisa. Tante promesse, un mare di “immagina di”, “sogni di” e di volti sorridenti che raccontano come la loro fatica li abbia portati a essere, oggi, la soluzione adatta a te. 

Non parliamo poi delle strutture di questi testi. Si inizia sempre con una frase ad effetto, molto spesso totalmente scollegata al contesto, poi si va a capo, si scrivono quelle quattro cose che sappiamo che funzionano e si chiude col colpo di grazia, che deve essere breve, incisivo, in grado di colpire.

UN POST OGNI QUATTRO

Su Facebook, circa un post ogni quattro è pubblicitario. Ci sono quelli “al tuo amico X piace…”, quelli che sono sponsor puri, quelli che ti ricordano un prodotto o un servizio che hai guardato.

Adesso che sei andato a controllare e hai visto che, effettivamente, è così, arriviamo alle cose importanti. Se un post su quattro è sponsorizzato, significa che su Facebook è sempre più difficile essere presenti, anche pagando, perché alla fine qualcuno che paga di più e ha più spazio lo si trova in ogni campo.

DON'T PANIC

“Potrei vederlo accadere o essere parte di esso”

2007. Un trentacinquenne in giacca nera e camicia azzurra chiacchiera amabilmente del suo futuro – puoi ancora trovare il video su YouTube – con un giornalista di Wired. Parla di andare nello spazio, di colonizzare Marte, di creare una serie auto elettriche per ridurre drasticamente l’inquinamento della Terra.

Tutti gli danno del pazzo, di quello che non sa cosa dice, fioccano le prenotazioni per i TSO. Sono passati poco più di dieci anni, e oggi la sua Dragon Crew è la [sola] grande speranza della NASA di portare degli astronauti nello spazio senza usare dei mezzi costruiti dai russi.